Dal 21 gennaio al 7 febbraio 2026, gli spazi milanesi della Galleria Deodato Arte ospitano “Sospesi: Italia verticale”, la nuova mostra personale di Jacopo Di Cera. Un progetto che arriva dopo oltre dieci anni di ricerca sul paesaggio umano e culturale italiano, osservato da un punto di vista insolito: l’alto.
È da questa distanza — fisica ma soprattutto percettiva — che prende forma un atlante visivo dell’Italia contemporanea, capace di trasformare scene quotidiane in mappe simboliche.
L’inaugurazione, prevista per mercoledì 21 gennaio alle 18.30 in Via Nerino 1 a Milano, affianca la presentazione di White Entropy, il progetto site specific per SEA Milan Airports recentemente svelato al PhotoSquare di Milano Malpensa e inserito nell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Un momento particolarmente intenso per l’artista, che consolida una riflessione coerente sul rapporto tra sguardo, territorio e memoria collettiva.
Registrati qui!
L’Italia vista dall’alto: un gesto concettuale
In Sospesi: Italia verticale, Di Cera ribalta la tradizione dello sguardo fotografico: non usa la verticalità come espediente tecnico, ma come atto concettuale. Sollevare lo sguardo significa sospendere il tempo, riorganizzare i ruoli, mettere sullo stesso piano corpi, gesti e luoghi. Da vicino, l’Italia ci appare frammentata; dall’alto, sorprendentemente ordinata.
Le spiagge affollate, le piazze, le piste, le periferie, i luoghi dei riti comunitari si trasformano in pattern viventi. La stagione estiva con il suo caos composito, le folle urbane, gli eventi sportivi o religiosi, diventano superfici da leggere più che da guardare: geografie spontanee, dove ogni individuo è punto, ritmo, parte di un disegno più grande.
Un atlante emozionale del Paese
La mostra raccoglie oltre 25 opere, fra fotografie e video-loop digitali. Un dialogo tra istante e durata: le immagini congelano geometrie inaspettate, i video dilatano il tempo fino a renderlo meditativo.
Nel percorso espositivo emergono momenti emblematici di “italianità”:
- il Palio Marinaro dell’Argentario,
- le spiagge luminose di Rosignano,
- le feste scudetto,
- la Barcolana.
Non semplici documentazioni, ma frammenti di una ritualità collettiva che resiste al passare degli anni. L’approccio di Di Cera unisce il rigore fotografico a una sensibilità quasi pittorica: la composizione è esatta, ma il colore e l’atmosfera suggeriscono sempre un altrove, un margine emotivo che supera il dato reale.
Tra mappa e flusso: l’Italia ricomposta
È nella combinazione tra fissità e movimento che Sospesi: Italia verticale trova il suo equilibrio. Le opere fotografiche offrono la forma; i video, il respiro. L’una è mappa, l’altro flusso. E fra i due linguaggi si apre una nuova lettura del Paese, priva di retorica e di gerarchie: un’Italia sospesa tra concretezza e simbolo, identità e trasformazione.
Come afferma lo stesso Di Cera:
“Cambiare punto di vista non significa solo guardare diversamente. Significa, talvolta, vedere per la prima volta.”
Con questa mostra, l’artista invita a farlo davvero: a sollevarsi, anche solo di qualche metro, per leggere ciò che l’abitudine ci impedisce di vedere. Un’Italia verticale che trova nell’altezza una nuova profondità.